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Blog


    siete proprio pucciosi, voi <3



    I    N    V    E    R    N    O
    La terra stanca sotto la neve
    dorme il silenzio di un sonno greve

    TELEFILM___LOVE



    Mi sono appena ricordata
    perché c'è stato un periodo
    in cui amavo Smallville.


    Photobucket

    Rosenbaum è un figo. Cuore rosso
    (con quel faccino, potrebbe farmi fare qualunque cosa)

    *random Jsquared moment <3*



    </felicità>

    SUPERNATURAL È AMORE ♪

    Frappé sonoro: Bad Brains - Return to Heaven
    Marmellata audiovisiva: HBDAY
    Capolavoro di bianco e nero: DEATH NOTE. Non parlatemi. Muoio dalla voglia di spoilerare xD
    Umore vaginale: *squeeeeeeeeeeeeeee*

    LO SO,
    che manca ancora una settimana;
    LO SO,
    che mi amate eccetera;

    LO SO,
    che Doretta82 è l'amore della mia vita (huh?);
    LO SO,
    che i commenti sui blog che sto lasciando stanotte sono quanto meno  p r e o c c u p a n t i;
    LO SO,
    che RipieNero li fa e Carlo li accoppia.

    LO SO.
    Proprio per questi motivi, io posto questo video bellissimo per il mio compleanno.
    E l'animazione di Supernatural che mi manda in SQUEEEEEEE-mode.
     


    SPN <3


    pssssst--- Ho anche un'animazione Jared/Jensen!
    J2





    sì, gente, quando ho detto una in realtà intendevo cinque.
    e mi amo per questo.

    REST IN P(AIN)EACE

    Frappé sonoro: System of a Down - Stealing Society
    Marmellata audiovisiva: System of a Down - random vid
    Capolavoro di bianco e nero: la mia meravigliosa grafia
    Umore vaginale: o_o

    Ravanavo tra le schifezze che ho nel pc.
    Ho trovato una vecchia foto (risale all'anno scorso).
    La tristezza mi assale.
    Il dolore mi coglie.
    Perciò sono qui a dedicare un breve post ad un pezzo del mio cuore.



    Ti amavo.
    Amavo l'arancione squallido delle pareti in palestra.
    Amavo i frammenti papiracei che Grasso chiamava "cartine geografiche".
    Amavo che il primo piano fosse grigio e bianco, il secondo arancione e le finestre invece rosse.
    Amavo i vecchi infissi scricchiolanti, e i vetri smerigliati e i cumuli di schifo nei bagni.
    Amavo poter entrare in segreteria, e amavo le porte dell'ultimo piano.
    Amavo, soprattutto, l'idea di stare in una scuola vissuta,
    in cui altri, per generazioni, già avevano penato,
    sfogando la propria tristezza in brevi frasi sui muri.
    E chissene fotte se c'erano le svastiche, andavano bene pure quelle.
    Erano vive.

    Adesso, che rimane? Solo quattro incisioni su qualche banco,
    e un
    "Pirla chi legge" dietro la sedia di Ilaria.

    Comunque, Giannone, amerò ricordarti vitale come sei in questa foto.


    (la presenza di MasterMaggi è puramente casuale)



    Comporrò un epitaffio più degno, quando l'agonia lo permetterà.

    Andate in pace,
    voi e il mio brand new blog.

    Una volta tanto, fanfiction per me

    Frappé sonoro: Negramaro - Una volta tanto (canzone per me)
    Marmellata audiovisiva: A due calci dal paradiso <3
    Capolavoro di bianco e nero: Netsuryou ~ Calorie
    Umore vaginale: e____e"

    Questa è per chi crede che io non provi i cosiddetti "sentimenti".
    Effettivamente, non ce li ho, gente, ma ehi chi sene frega! Eppoi finché sono brava a immedesimarmi, siam tutti contenti u_u

    [UN BEL RESPIRO]
    Buona - cosiddetta - sera. Sì, è me che vi parla.
    Non preoccupatevi, non ho fatto uso di alcuna droga prima di mettermi al pc.
    Solo - ho riordinato la camera. Cosa che andrebbe vietata per legge, ma tant'è.
    Il seguente, scleraterrimo post è nato al primo ascolto della canzone "Una volta tanto (canzone per me)" dei meravigliosi Negramaro, dopo un'overdose di A due calci dal paradiso che, in caso v'interessasse saperlo, s'è protratta per tutto il week-end.
    Questo post, che non ho ancora scritto, sarà fuori di me.
    A scanso d'equivoci e/o sguardi che si levano commossi ad ogni mio passo, diciamo che
    è pura fiction.

    [UN ALTRO BEL RESPIRO, CORAGGIO]

     

    *    Se chiudo gli occhi non ci sei / in fondo a tutti i miei vorrei.

    Ew, creatura, la sai la novità? Sotto i piedi il pavimento, intorno a me solo pareti, e sopra la testa il soffitto. Non è poi così male, 'sto soggiorno. Pensa te - una volta ho tentato di fare un'escursione nel mio subconscio. Avrei pagato oro, allora, pur di avere una sedia su cui appoggiare il culo, non fosse altro che perché quello che ho potuto intravedere mi ha sciolto le ginocchia. Ma torniamo a noi - il subconscio è una cosa troppo inutile per sprecarci sillabe addosso.
    Dicevo che casa è bella, ci fa caldo, ci sono le mie cose. Eh. Ci sono. Loro.
    Pure quando dormo, quelle stanno là, ferme ferme, almeno finché io non le sposto, non come in quella favola che mi raccontavano all'asilo, quella in cui la notte le bambole e i peluche e i soldatini delle case di tutti i bambini si animano e fann salotto. E s'intrattengono alle spalle dei loro padroncini.
    Non è così che funziona. Se piazzo un manga a cinque centimetri dalla finestra, quello può sentire tutto il cazzo di freddo che vuole, di là non si schioda, neanche a pagarlo, né oggi né stanotte né domani mattina. Almeno lui.
    Consola, il pensiero.
    Quelli lì, i Buddhisti, si consolano perché se seguono la retta via smettono di reincarnarsi e raggiungono Cobain; io mi consolo perché mò che ho messo i miei preziosi volumetti di Bleach nell'angolo sinistro dell'ex-mobiletto della televisione, quelli rimarranno là ad aspettare che io li vada a prendere. Aspettare, che verbo difficile. Ha un bel suono, per carità, però, cristo, quelle doppie, e il suono 'sp'... l'incubo di Sacco, che dite?
    Pensavo che aspettare è un'attività simpatica. Non richiede poi tanta energia, solo un po' d'impegno e un modo per ingannare il dolce Kronos. Un altro pover'uomo, Krò, sempre tutti a cercare di fregarlo. E quando passa, pure se saluta, nessuno se lo fila minimamente. Nessuno ci pensa mai, a Krò, e chi ci pensa, lo maledice. E lui non fa altro che vivere, come te, creatura. Domani, che aspetterò sicuramente, lo cercherò, Kronos. Gli faccio un sorriso, speriamo capisca.
    Speriamo sia più furbo di te, creatura.

    *    Almeno tu lasciassi scia, saprei come lavarti via.

    Non che ci voglia molto, a superarti in furbizia.
    Non offenderti, non provare a negarlo, riderei (e poi mi farebbe male il fianco, e noi non vogliamo questo, nevvero?). Non dico che sei stupido, per carità, figurati se m'azzardo; dico solo che, eddai, no, furbizia proprio non è il tuo secondo nome. Kitsune non ti s'addice.
    Non parliamo di me, mi consumerei l'anima per tessere lodi. Una cosa che però voglio sottolineare, dato che, dài, non è che ci arriverai mai, altrimenti, è che, dall'alto del mio genio, non so come fare a prenderti per la collottola e sbatterti via. Insomma, neanche la vedo, la tua collottola! E poi, non è che mi dispiaccia la polvere che mi butti negli occhi, infame. Mi rendo conto, comunque, che non si tratta di una grande esperienza, e che probabilmente non faciliterà il raggiungimento di nobili obiettivi, quali "una completa maturazione spirituale", "la competenza in ogni campo dello scibile umano", o "trovare sul merda di libro di matematica la spiegazione delle equazioni parametrice", o anche "farsi spiegare da Ricciardi il quinto caso di razionalizzazione".
    No, baby, non mi insegnerai tutto questo. E nemmeno imparerò la differenza tra stalattiti e stalagmiti, per cui alla fine di quest'anno è molto probabile che mi sveni all'angolo di una strada, così, per gioco, come dovrebbe essere per ogni cosa.
    "Esco un attimo, vado a farmi una pera"; "Ma per gioco?"; "Ovviamente!"; "Va bene, a dopo"; "A dopo".
    Andasse così, il mondo sarebbe più bello, e non avremmo bisogno dell'Anitra WC per togliere le macchie di calcare o qualunque altra cosa le Tavolette Attive da WC rimuovano dalle sacre costruzioni in ceramica. Anche le merde di cane per la strada sarebbero per gioco, e quando le calpesti parte il coro di Sephiroth versione metal:

    Noli manere, manere in memoria (x2)
    Sephiroth, Sephiroth
    Saevam iram, iram et dolorem (x2)
    Sephiroth, Sephiroth
    Ferum terribile, ferum fatum
    Noli manere, manere in memoria (x2)
    Sephiroth, Sephiroth
    Veni, mi fili. Veni, mi fili.
    Hic veni, da mihi mortem iterum
    Veni, mi fili.Veni, mi fili.
    Hic veni, da mihi...
    Noli manere, manere in memoria
    Saevam iram, iram et dolorem
    Ferum terribile, ferum fatum
    Ille iterum veniet
    Mi fili, veni, veni, veni, mi fili (x4)
    Mi fili, veni, veni, veni, mi fili
    (Qui mortem invitavis)
    Mi fili, veni, veni, veni, mi fili
    (poena funesta natus)
    Mi fili, veni, veni, veni, mi fili
    (noli nomen invocare)
    Mi fili, veni, veni, veni, mi fili
    (ille iterum veniet)
    Sephiroth, Sephiroth
    Sephiroth.

    Sento che le prenderò, per questo.

    *    Una volta tanto dimmi sempre, / sarà per sempre. / Quanto ti costa dirmi sempre, se poi sempre è una bugia.

    Oi, creatura, sì, ho il tempo di star qui a svendere il mio sangue agli internauti, e mentre lo faccio ho pure il tempo di nutrirmi con una Spinacina.
    Vedi, alla fine si riduce tutto a lui, Krònos. Lui è l'essenza stessa del mondo, è Carlo, Sublime, colui che 'ntendendo il terzo ciel e tutte l'altre stelle move, volendo stuprare un attimo Dante (subirò la vendetta di Virgilio? Certo che sì <3). Krònos che la gente appella in mille modi diversi - bastardo, effimero, lungisaettante (sì, Dan lo chiamava così; sempre pensato che avesse problemi, grossi problemi). Kronos che me lo maltrattano, me lo strapazzano gli innamorati, seviziandolo con "per sempre" che durano una settimana, con "ti amerò tutta la vita amore mio non lasciarmi mai" che muoiono abbandonati nel nero della carta SIM del cellulare uscito una settimana fa. Kronos che è in ogni respiro, perché ogni respiro è uno in meno prima dell'ultimo.
    Kronos che tu non lo vedi, ma ti è vicino, un po' spada di Damocle, eh, un po' Custode e un poco Morte. Per il resto, è il migliore amico che avrai mai, pure meglio di me, pure meglio della voce di de André.

     

    *    fine, perché non connetto più, ormai. Vi amo, ma prima ancora amo me, per la vertigine e per il pianto. Grazie.

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